
È accettare consapevolmente il rischio che comporta avviare ogni relazione, ogni progetto, ogni inizio. È avviare un nuovo patto tra noi e la realtà, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. Questo slancio ancestrale è la fiducia, rigoroso valore etico e sociale che nasce con l’essere umano e lo definisce nella sua stessa umanità. Non assoluta, né cieca e tanto meno incondizionata, la fiducia è dunque la più umana delle posture, quella che tiene insieme individui e popoli: la fragile, potente sostanza di ogni convivenza possibile, “l’unica via che può sottrarre il nostro mondo all’inferno”, avverte Hannah Arendt, l’autrice di “Banalità del male’’.